MANGIANO E BEVONO LA PROPRIA CONDANNA
MANGIANO E BEVONO LA PROPRIA CONDANNA
Chi è cattolico battezzato e conserva la fede, ma è un peccatore che non si pente dei propri peccati e vive come se la legge di Dio non esistesse, vive sulla via della dannazione e, se rimane così fino al termine della propria vita, finirà per dannarsi.
Non può accedere ai sacramenti dei vivi finché non si pente dei propri peccati gravi e non li confessa con vero pentimento e proposito di emendamento; tuttavia, se conserva la fede, continua a far parte della Chiesa.
Vivrà nel peccato, non gli sarà lecito comunicarsi, sarà separato da Dio perché privo della grazia santificante, sarà uno stolto che camminerà verso la propria perdizione eterna, ma finché conserverà la fede continuerà a far parte della Chiesa e avrà la possibilità di pentirsi.
Certo, oggi il modernismo è così “inclusivo” con tutti, tutti, tutti, che inventa il “discernimento” per chi vive in adulterio (i divorziati dal proprio legittimo coniuge in una seconda unione), affinché si comunichi sacrilegamente. È un ben misero “favore” quello che gli fanno, poiché lo inducono a mangiare e bere la propria condanna.
Non vorrei trovarmi, nel giorno del giudizio, nei panni né di chi concede né di chi riceve un sacrilegio tanto nefasto.
Fonte originale: pubblicato su Catolicidad il 10 ottobre 2025. Consulta la pubblicazione originale.





Commenti
Posta un commento